L’Europa riconosce ufficialmente le “Criptovalute” nello scacchiere europeo

Nuove misure per armonizzare il quadro normativo alla luce degli ultimi sviluppi collegati alle monete virtuali

La direttiva europea EU 2018/843 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 30 maggio 2018, integra la direttiva (UE) 2015/849 relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio e finanziamento del terrorismo. Il 07/05/2020 la Commissione Europea ha presentato un piano di azione per una politica globale dell’Unione in materia di prevenzione del fenomeno del Riciclaggio. Tra le varie misure adottate per rafforzare e armonizzare le norme UE sono stati presentati una serie di pacchetti e proposte legislative dal regolatore europeo tra cui https://ec.europa.eu/finance/docs/law/210720-proposal-funds-transfers_en.pdf con cui l’autorità mira ad incrementare i controlli all’interno delle piattaforme di scambio delle criptovalute, introducendo una nuova definizione di VASP (Virtual Asset service providers), che comprende un elenco di servizi e attività al cripto-asset (CASP) e che rifletta adeguatamente l’insieme completo delle attività coperte dai nuovi standard GAFI. Una definizione di “cripto-asset”, definita come “una rappresentazione digitale di valore o diritti che possono essere trasferiti e archiviati elettronicamente, utilizzando la tecnologia di contabilità distribuita. Nello specifico si osserva come tutti i fornitori di servizi riconducibili alle monete virtuali (Exchange e non solo) debbano raccogliere un asset di informazioni funzionali al riconoscimento del cliente (nome disponente-beneficiario, numero conto, importo trasferimento, Paese destinazione), alla due diligence necessaria e che permetta di individuare l’esposizione al rischio rispetto la fattispecie, intraprendendo secondo l’approccio basato sul rischio, le corrette misure di prevenzione e mitigazione del rischio di riciclaggio e finanziamento del terrorismo. Inoltre, al fine di affrontare le minacce di riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo rappresentate dalle criptovalute, la proposta del regolamento introdurrà un obbligo per i fornitori di servizi di criptovalute sottoposti a requisiti antiriciclaggio nel quadro giuridico dell’Unione, per raccogliere e rendere accessibili i dati relativi a disponenti e beneficiari dei trasferimenti di criptovalute. Fornendo norme armonizzate e direttamente applicabili in un regolamento, si garantirà che tutti i fornitori di servizi di criptovalute disciplinati dal diritto dell’Unione, ottemperino ai loro obblighi di condivisione delle informazioni in modo armonizzato, agevolando le attività commerciali per le entità transfrontaliere nell’UE e semplificando la cooperazione tra autorità di vigilanza e le FIU, grazie alla riduzione delle divergenze tra le loro regole e la prassi. Per ulteriori specifiche si riporta all’articolo nel testo.

Sulla base di questi principi cerchiamo di raccogliere qualche spunto utile ad approfondire la conoscenza di quella che per alcuni è considerata una grande bolla speculativa e per altri rappresenta una vera e propria rivoluzione in ambito finanziario e non, grazie anche all’utilizzo della Blockchain.

Da un punto di vista tecnico / funzionale, quale apporto le cripto forniscono alla realtà di tutti i giorni?

Poco dopo lo scoppio della bolla economica del 2008, agli inizi del 2009 viene pubblicato online un documento firmato sotto lo pseudonimo Satoshi Nakamoto che propone una risoluzione rivoluzionaria ai problemi che hanno poi innescato la crisi finanziaria. Il documento, di sole nove pagine, è intitolato: “Bitcoin: un sistema di moneta elettronica peer-to-peer” e apre con la seguente frase: “Una versione puramente peer-to-peer di denaro elettronico permetterebbe di spedire direttamente pagamento online da un’entità ad un’altra senza passare tramite un’istituzione finanziaria”. E proprio qui che troviamo la risposta a questa domanda, Bitcoin e il resto delle cripto, propongono la risoluzione di un problema tecnico/funzionale fondamentale per lo scambio di beni/danaro tra persone eliminando il bisogno di intermediari finanziari, tramite l’uso della tecnologia crittografica con l’intento di eliminare scenari come dispute, contestazioni e riducendo al minimo la velocita delle transazioni e prezzo delle commissioni in un sistema libero, fondato sulla potenza del network – pubblico contro singolo.

Da un punto di vista finanziario per quale ragionevole motivo sarebbe consigliato investire nelle Cripto?

Il mercato tecnologico è sicuramente quello che ha attraversato la maggiore crescita nel nuovo secolo. Abbiamo assistito a come la tecnologia, dall’avvento di internet a oggi ha prontamente risolto e semplificato la vita di tutti i giorni. Comunicazione, informazione, commercio, intrattenimento e tanti altri sono i settori dove lo sviluppo economico ha portato più benefici, tutti incentrati sull’empowerment dell’individuo. L’economia e il mercato finanziario non saranno da meno. Lo sviluppo tecnologico nella fattispecie è intrinsecamente il fondamento principale dell’industria delle cripto e il motivo principale per cui investire e sostenere il mercato.

Per quale motivo si sostiene che in molti casi le cripto siano utilizzate per riciclare di denaro?

Facilitando i trasferimenti tra individui senza l’ausilio di intermediari finanziari, eliminando i vari rischi legati a processi di Due diligenze e di Risk monitoring, le criptovalute sono sicuramente un mezzo favorevole per il riciclo e la movimentazione di grosse somme di denaro( anche se occorre osservare i numeri per rendersi conto che la percentuale riciclata è una minima parte rispetto al totale). Da tenere in considerazione anche quanto queste tecnologie risultino ancora di difficile utilizzo per molti, complicando anche le azioni di contrasto da parte di autorità e regolamentazioni.  Ancora, la mancata uniformità e armonizzazione sulla tematica alimenta l’incertezza da parte di chi effettua i controlli, incentivando l’adozione di soluzioni diversificate da parte di chi intende raggirare il sistema.

Quali sono i metodi utilizzati dai criminali per il riciclaggio con le cripto, ovvero lo schema più frequente? Quali cripto sono difficilmente rintracciabili?

Grazie all’utilizzo di mixers, alla facilità di generare address legati e non, a Exchange centralizzati, e la completa anonimità, le criptovalute sono sicuramente un ottimo strumento per offuscare la provenienza di ingenti fonti di denaro e creare complicati schemi difficili da risolvere per le autorità.

È da specificare però che il problema principale in termini di monitoraggio, non è tanto la tracciabilità del denaro quanto la possibilità di collegare un dato wallet/address ad una specifica’ entità o persona. In quanto a tracciabilità le cripto sono la soluzione al problema e non il contrario, dati i pubblici registri accessibili a tutta l’utenza, chiunque abbia accesso a un computer e a una rete internet può tracciare tutte le transazioni eseguite da un dato portafoglio ricostruendo il percorso e l’origine dei fondi.

Autori: Pace Marco e A.T

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.